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25 aprile 2022, il discorso del sindaco Mauro Capitanio

Saluto le autorità religiose, le autorità civili e militari, i membri della Giunta e del Consiglio Comunale che, con me, condividono l’impegno amministrativo per Concorezzo.
Saluto tutte le associazioni presenti, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la Protezione Civile e gli Alpini presenti oggi con le loro bandiere. Saluto il corpo bandistico musicale che accompagna la cerimonia. E saluto soprattutto tutti i cittadini concorezzesi presenti.
Ci ritroviamo oggi a celebrare l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Una liberazione che ha sancito la fine dell’occupazione nazista e la caduta del regime fascista. In questo 2022 il richiamo all’attualità politica internazionale è fin troppo diretta. Il nostro pensiero non può non indirizzarsi verso quanto sta accadendo in Ucraina. Verso un popolo che sta combattendo da ormai due mesi, giorno dopo giorno, per difendersi e per continuare a poter veder garantita la propria libertà e la stessa vita.
In questo contesto di guerra abbiamo toccato con mano il ruolo della globalizzazione e dell’interdipendenza dei popoli e degli stati. Una dipendenza che, in contesti non solo militari, ma anche economici, ha portato all’effetto domino. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto le decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza siano andante ad influire concretamente nella nostra vita quotidiana. I timori rispetto a un coinvolgimento diretto della NATO, prima, con le ombre circa una guerra nella UE e gli effetti del conflitto sul caro energia e sulle forniture, poi, ci hanno resi davvero vicini a una realtà, che fino a febbraio scorso, immaginavamo lontana da noi.
Nulla di nuovo. Nulla di strano. Ma se la globalizzazione è stata la linea verso cui il mondo intero si è sviluppato in questi decenni, ecco allora che questa guerra ha gettato sul terreno di crescita futura, una sfida nuova. Quella legata alla necessità di ripensare al ruolo dell’indipendenza e della libertà di azione e decisionale dei singoli stati. Un’indipendenza energetica, un’indipendenza economica e di gestione delle materie prime che dovrà necessariamente confrontarsi, svilupparsi e andare di pari passo con la politica di sviluppo globale e globalizzato. L’obiettivo sarà quello di sviluppare una nuova globalizzazione con regole legate, ad esempio, a una regionalizzazione produttiva.
Questa non è la fine della globalizzazione ma un ripensamento, un suo sviluppo. Un nuovo modo per dare concretezza al valore della libertà. Ecco libertà: è chiaro allora come la difesa di quello per cui si è lottato, la nostra libertà ed indipendenza, non possa passare solo dalla memoria, dal ricordo e dalle celebrazioni ma che mai come oggi debba essere sostenuta da una maggiore consapevolezza. Una consapevolezza di come proteggere e sviluppare la nostra libertà che deve passare dalle scuole, dall’impegno nello studio, dalla politica attiva, dalla cultura del lavoro, dalla cura delle relazioni internazionali e che questa consapevolezza non può essere delegata ma deve essere coltivata in ognuno di noi, se davvero vogliamo dare un senso al rispettoso ricordo del 25 Aprile.
Ecco allora che anche noi, italiani liberi a partire proprio da quel 25 aprile di 77 anni fa, dobbiamo necessariamente diventare intimamente consapevoli. Consapevoli che per essere inseriti in modo equilibrato in una politica di rete globale dobbiamo necessariamente partire da noi. Dalla nostra libertà individuale e nazionale. Una libertà che è un valore concreto imprescindibile ma in continuo sviluppo.
Questa guerra in Ucraina in questo senso, ci ha obbligati a rendercene conto. Ora, nel 2022, così come nel 25 aprile 1945, la certezza che il sentirsi liberi non sia un qualcosa di naturale ma di costruito e di conquistato ci spinge a non sederci. Ci spinge a dare importanza. Ci spinge a fare attenzione alla nostra libertà. Ci spinge a proteggerla e a coltivarla. Ci spinge a guardarla come a un qualcosa di nuovo, da far crescere e da sviluppare con consapevolezza e con passione. In un mondo di rete che dovrà necessariamente preservare la bellezza e la forza della delicatezza di ognuno di noi.
Impegnamoci tutti concretamente per una Italia libera, viva il 25 Aprile e come sempre viva Concorezzo!